Frequently Asked Questions     
 
F.A.Q. - Frequently Asked Questions

Le risposte alle domande che più frequentemente ci vengono poste.

  1. Ho un conto ordinario, può essermi utile il vostro software?
  2. Quali competenze sono necessarie?
  3. Che documentazione devo possedere?
  4. Posso richiedere gli estratti conto alla mia Banca?
  5. Che sistema operativo deve possedere il mio PC per poter usare CheckBank?
  6. Devo avere un PC con hardware particolare?
  7. Posso installare CheckBank su più computer?
  8. CheckBank funziona in rete?
  9. Uso l'homebanking e la mia banca mi permette di scaricare la movimentazione in un file di Excel®. Posso usare questo file in CheckBank?
  10. Ho inserito tutti i dati e vorrei spedirli via e-mail ad un mio collaboratore/assistito. Come fare?
  11. Ho salvato l'elaborato col comando esporta ed ho ottenuto un file con estensione .mdb, ma quando provo ad aprirlo con Microsoft® Access® mi viene impedito. Perché?
  12. Con che cadenza devo effettuare il calcolo periodico del saldo?
  13. Quando devo inserire le variazioni dei tassi debitori e creditori?
  14. Come faccio ad inserire i Tassi Soglia d'Usura emessi dal Ministero del Tesoro?
  15. Ho scordato di aggiornare i Tassi Soglia d'Usura nel corso degli ultimi sei o più mesi ed ho il dubbio di avere una tabella dei tassi soglia incompleta. Come posso risolvere il problema?
  16. Ho un dubbio su come interpretare alcuni dati sui documenti in mio possesso. A chi mi devo rivolgere?
  17. Esiste una versione di prova del software?
  18. Rappresento un istituto scolastico e vorremmo installare CheckBank nella nostra sala d'informatica, per effettuare delle lezioni di tecnica bancaria. E' possibile?
  19. Ho comprato CheckBank, è facile da usare, ma preferirei avere qualcuno che me lo spieghi. E' possibile avere un corso d'uso?
  20. Ne ho sentito parlare, ma non ho ben capito che cos'è l'anatocismo. Di che si tratta?
D. Ho un conto ordinario, può essermi utile il vostro software?
R. Sì. CheckBank elabora dati non solo su Aperture di credito su conti correnti ed altre forme di finanziamento, ma anche sui Conti Correnti semplici. Il programma è adatto sia per rivedere vecchi conti ormai chiusi, sia per monitorare conti appena aperti ed assicurarsi così una corretta applicazione delle norme vigenti.

D. Quali competenze sono necessarie?
R. CheckBank è pensato per una utenza inesperta sia in campo informatico che in campo di tecnica bancaria. Non è necessaria, dunque, nessuna competenza particolare. Il software è corredato da una guida in linea in italiano che spiega chiaramente come inserire i dati in esso.

D. Che documentazione devo possedere?
R. Per ottenere il massimo da Check Bank è necessario avere tutta la movimentazione avvenuta sul conto corrente nel periodo che si vuole sottoporre a verifica. La mancanza di alcuni trimestri può essere aggirata tramite apposite funzioni implementate dal programma: disporre di una documentazione completa permette ovviamente di avere un risultato più preciso e dettagliato dal programma. Qualora si decida d'inserire la movimentazione fin dall'apertura del conto stesso, è consigliabile disporre anche del relativo contratto con le condizioni di tasso iniziali.

D. Posso richiedere gli estratti conto alla mia Banca?
R. La banca è tenuta a conservare gli estratti conto per un periodo di dieci anni. E' dunque possibile effettuare la richiesta almeno entro questo termine.

D. Che sistema operativo deve possedere il mio PC per poter usare CheckBank?
R. CheckBank è progettato e testato per essere compatibile con qualsiasi PC disponga di Microsoft® Windows® nelle versioni '98 SE, Millenium Edition, 2000 ed XP. Su Windows® Vista® il programma non è testato e sebbene alcuni utenti lo usino regolarmente, non è certificato per questo sistema operativo.

D. Devo avere un PC con hardware particolare?
R. No, CheckBank è in grado di funzionare anche con processori da 600Mhz e superiori e 256 Mb di RAM. E' richiesto almeno 50 Mb di spazio libero su disco. Non è stato testato per funzionare su Hard Disk esterni, Pen Drive od altri dispositivi simili.

D. Posso installare CheckBank su più computer?
R. Tutte le versioni di CheckBank 1.5 sono vendute in monolicenza e dunque possono essere installate su un solo PC. Enterprise 2 Licenze è il pacchetto base di multilicenza per la versione Enterprise: comprende 2 licenze del software nella sua versione senza limiti. Ogni licenza in più deve essere richiesta separatamente ad acquisti@checkbank.org.

D. CheckBank funziona in rete?
R. Il software è progettato solo per singole postazioni di lavoro e non dispone di sistemi per la revisione a distanza degli elaborati: è però possibile esportare i conteggi in un formato interpretabile da altre copie del programma. Questa funzione è implementata in tutte le versioni. E' possibile comunque usare un database remoto: ma più utenti non possono contemporaneamente lavorare sullo stesso file.

D. Uso l'homebanking e la mia banca mi permette di scaricare la movimentazione in un file di Excel®. Posso usare questo file in CheckBank?
R. CheckBank non lavora su file di Excel®, ma è possibile nelle versioni Professional ed Enterprise importare i dati nelle movimentazioni bancarie da file in formato .txt o .csv. Il formato .csv è direttamente supportato da Excel® e da altri software di fogli di calcolo, permettendo così l'importazione di tali dati.

D. Ho inserito tutti i dati e vorrei spedirli via e-mail ad un mio collaboratore/assistito. Come fare?
R. E' sufficiente avviare l'anteprima di stampa e premere il pulsante di esportazione anziché quello d'invio in stampa: comparirà una lista di formati di file in cui è possibile esportare l'elaborato.

D. Ho salvato l'elaborato col comando esporta ed ho ottenuto un file con estensione .mdb, ma quando provo ad aprirlo con Microsoft® Access® mi viene impedito. Perché?
R. Il file ottenuto è un archivio dati di CheckBank. All'interno sono presenti i dati inseriti col programma in una struttura specifica per altre copie di CheckBank. Accedervi con Access® sarebbe inutile perché nel file in questione non sono presenti nei query ne report, ma solo dati numerali e riferimenti codificati del tutto inutilizzabili se non con CheckBank stesso. Modificare il file con Access® rischia solo d'inficiare il lavoro svolto e renderlo non più correttamente usabile da CheckBank. La funzione "Esporta" esiste per permettere lo scambio di dati tra copie del programma o per il back up degli elaborati.

D. Con che cadenza devo effettuare il calcolo periodico del saldo?
R. Normalmente le banche lo effettuano trimestralmente, ma può essere necessario effettuare quest'operazione con intervalli differenti, ad esempio se l'elaborato deve essere impiegato per una consulenza legale ove un quesito richieda una chiusura con cadenza differente (bimestrale, semestrale, annuale). L'operazione è semplicissima: è sufficiente premere il pulsante "Calcola saldo" dalla maschera del pannello "Ricalcoli" per far compiere al software questa operazione.

D. Quando devo inserire le variazioni dei tassi debitori e creditori?
R. E' consigliato inserirli prima di effettuare l'operazione del Calcolo Saldo: la Banca fornisce questo genere di informazioni insieme all'estratto conto e CheckBank usa anche queste informazioni per effettuare il ricalcolo. Quindi è bene inserire questi dati nel pannello "Anagrafica Conti Correnti" nel box "Variazioni" man mano che vengono fornite dall'Istituto. Possono essere inserite in un secondo momento, dopo di ché è necessario nel pannello "Ricalcoli" premere il pulsante "Ricalcola": CheckBank rielaborerà tutti i dati tenendo conto delle variazioni inserite. Questo potrebbe richiedere anche parecchio tempo, in base al numero di operazioni che devono essere rielaborate; perciò è consigliato inserire le variazioni estratto per estratto prima di effettuare la chiusura del saldo.

D. Come faccio ad inserire i Tassi Soglia d'Usura emessi dal Ministero del Tesoro?
R. Trimestralmente il Ministero del Tesoro rende pubblici i Tassi Soglia d'Usura per le operazioni bancarie in tabelle distribuite in formato PDF. L'utente di CheckBank non deve inserirli manualmente: è sufficiente premere il pulsante "Aggiorna" in qualsiasi momento per vedere aggiornata la tabella interna del programma. Per venire in contro all'utenza regolarmente viene pubblicato sul sito di CheckBank un bollettino di avviso di pubblicazione dei nuovi Tassi: in quell'occasione si consiglia di effettuare l'aggiornamento.

D. Ho scordato di aggiornare i Tassi Soglia d'Usura nel corso degli ultimi sei o più mesi ed ho il dubbio di avere una tabella dei tassi soglia incompleta. Come posso risolvere il problema?
R. Premendo il pulsante "Aggiorna" compare sempre un piccolo pannello con una barra di avanzamento del download: prima di avviare l'effettivo aggiornamento è sufficiente spuntare l'opzione "Intera tabella dei tassi" per ottenere l'aggiornamento della tabella interna fin dal 1996.

D. Ho un dubbio su come interpretare alcuni dati sui documenti in mio possesso. A chi mi devo rivolgere?
R. Entro certi limiti è possibile, per i titolari di licenze di CheckBank, contattarci direttamente agli abituali recapiti postali, telefonici o via e-mail: tutti i recapiti sono individuabili nell'apposita sezione di supporto.

D. Esiste una versione di prova del software?
R. Sì, si chiama CheckBank 1.6 Demo ed è una versione del programma con alcune limitazioni: può gestire l'anagrafica di un solo conto corrente e permette l'inserimento di solo 60 operazioni. Per il resto è perfettamente identica ad una qualunque versione del nostro programma. Puè essere scaricata gratuitamente previa registrazione al nostro sito web.

D. Rappresento un istituto scolastico e vorremmo installare CheckBank nella nostra sala d'informatica, per effettuare delle lezioni di tecnica bancaria. E' possibile?
R. Sì, esiste un apposito pacchetto di licenze denominato proprio School Kit e composto da una licenza Enterprise per l'unità di cattedra e da 10 licenze Home per relative workstation: è possibile trovare ulteriori dettagli sul sito ed acquistarlo direttamente oppure contattando acquisti@checkbank.org.

D. Ho comprato CheckBank, è facile da usare, ma preferirei avere qualcuno che me lo spieghi. E' possibile avere un corso d'uso?
R. Sì, contattandoci direttamente ai nostri recapiti è possibile avere informazioni inerenti a corsi per imparare ad usare il software. I corsi durano mediamente quattro ore e vertono principalmente sulla lettura della documentazione e sull'inserimento dei relativi dati nel software.

D. Ne ho sentito parlare, ma non ho ben capito che cos'è l'anatocismo. Di che si tratta?
R. Con il termine anatocismo (dal greco anà - di nuovo, e tokòs - interesse) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in sostanza, altro non è che il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti "composti". Giuridicamente, in un'obbligazione pecuniaria l'applicazione dell'anatocismo comporterebbe, per il debitore, l'obbligo di pagamento, non solo del capitale e degli interessi pattuiti, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già scaduti.

Sebbene l'anatocismo sia un istituto conosciuto dagli albori del prestito ad interesse, la normativa italiana non ha raggiunto un sufficiente grado di completezza, tant'è che la disciplina si basa ancora sul codice civile del 1942, ed in particolare sull'art. 1283 c.c.; secondo questa norma, gli interessi scaduti, in assenza di usi contrari, possono produrre a loro volta interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi. Nonostante la tutela approntata dal citato articolo, che subordina l'anatocismo alla compresenza di alcuni presupposti ben determinati, per circa mezzo secolo nella prassi bancaria italiana hanno trovato applicazione pressoché generalizzata, nei contratti di conto corrente , le clausole di capitalizzazione trimestrale degli impieghi. Ciò grazie (anche) all'avallo della giurisprudenza , tanto di legittimità quanto di merito, che ha affermato la validità delle clausole di capitalizzazione trimestrale, escludendo l'esistenza di un contrasto con la previsione di cui all'art. 1283 codice civile, sulla base dell'affermazione dell'esistenza di un uso idoneo a derogare al divieto di anatocismo stabilito da tale norma.

Nel 1999 la Corte di Cassazione, invertendo il proprio orientamento giurisprudenziale, ha più volte affermato la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale, sostanzialmente argomentando nel senso della inesistenza di un uso normativo idoneo a derogare all'art. 1283 c.c.. Per evitare scompensi tra il lavoro dei giudici e la prassi, il legislatore ha ritenuto opportuno, con il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342, modificare l'art. 120 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia): tale intervento ha introdotto in materia il principio della eguale cadenza di capitalizzazione dei saldi attivi e passivi, nel contempo stabilendo - con norma transitoria - una sanatoria per il pregresso, facendo salve le clausole di capitalizzazione trimestrale contenute nei contratti conclusi prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. La norma transitoria è stata però dichiarata illegittima, per eccesso di delega e conseguente violazione dell'articolo 77 Costituzione , dalla Corte Costituzionale (sentenza 17 ottobre 2000, n. 425).

Venuta meno la norma transitoria, finalizzata ad assicurare validità ed efficacia alle clausole di capitalizzazione degli interessi inserite nei contratti bancari stipulati anteriormente alla entrata in vigore della nuova disciplina, paritetica, della materia, la Corte di Cassazione ha continuato, con una ulteriore serie di sentenze (tra le altre, si veda la sentenza 13 dicembre 2002, n. 17813), a ribadire il suo approccio più recente, peraltro estendendo i principi enunciati inizialmente con riferimento al conto corrente bancario anche ai contratti di mutuo. Infine, con sentenza n. 21095/2004 (Cass. Civ., SS.UU., 4 Novembre 2004, n. 21095), la suprema Corte ha confermato in modo netto il revirement del 1999, così consolidando il nuovo trend giurisprudenziale.

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